8 – Citazioni Stratificate

Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito a una sorta di dissoluzione delle tendenze estetiche: ogni combinazione di forme, materiali e colori, anche le più distanti e dissonanti, è ammessa. Un fenomeno che riflette il trionfo della cultura postmoderna, caratterizzata da ironia, gusto del paradosso, autoreferenzialità e relativismo, così che il risultato è guidato dall’arbitrarietà e dalla soggettività.
Sul piano estetico, questo approccio si traduce in una fusione spregiudicata di elementi tratti da epoche, culture e stili lontani, spesso inconciliabili. La tendenza alla mescolanza e alla sperimentazione sregolata riflette l’atteggiamento postmoderno di rifiuto delle distinzioni rigide e delle gerarchie culturali, in favore di un utilizzo del tutto libero e ludico di ogni portato estetico e culturale del passato. È il linguaggio dominante della gamification. Ricordiamo che la gamification consiste nell’applicazione di elementi visivi, dinamiche e linguaggi tipici dei giochi in contesti non ludici, come lavoro, formazione o marketing, per aumentare il coinvolgimento e la motivazione degli utenti ed è una tendenza molto crescente e che si va diffondendo. Questo trend spesso dà luogo a quel complesso di atteggiamenti che si potrebbero definire di “euforia immotivata”, che è spesso il risultato di tecniche motivazionali che enfatizzano il pensiero positivo come strumento per migliorare le prestazioni. Tale approccio crea un’atmosfera artificiale di entusiasmo e leggerezza, che sembra riportare all’infanzia anche dal punto di vista visivo. Galimberti parla di «nichilismo attivo»: un entusiasmo superficiale che copre il vuoto di valori. L’euforia immotivata è il risultato di una combinazione di influenze culturali (social media o tecniche motivazionali) e dinamiche personali (stress o confronto sociale): le piattaforme social amplificano il fenomeno dell’«upward comparison», in cui gli utenti confrontano la propria vita con quella idealizzata degli altri e tendono a replicarla. Sebbene possa sembrare superficiale, questo fenomeno e questi linguaggi riflettono bisogni profondi di relazione, riconoscimento e appartenenza e costituiscono un formidabile sistema di ingaggio per una larga fascia del mercato.

MOODBOARD – VISUAL

Volti. I volti mostrano espressioni teatrali o stranianti, con pose ostentatamente esagerate o fredde, quasi surreali. C’è un contrasto tra naturalezza e artificio e una forte componente di ironia e critica alla società della spettacolarizzazione. Il volto diventa un simbolo, più che un’identità personale.

Grafica e Arte. Le opere riflettono un gusto neo-pop, ironico e giocoso. La grafica mescola un lettering audace, con colori vibranti e un’estetica che richiama il mondo del collezionismo, del design digitale e dei art toys. Scultura, design e fumetto si confondono. La palette è vivace e contrastata: i pastelli, i rossi accesi e i gialli fluo, insieme, ottengono un risultato pop.

Moda. Le immagini evocano uno stile eclettico, irriverente e retrofuturista. Spiccano plastiche e materiali lucidi, trasparenze, layering e citazioni agli anni 2000, con elementi grunge e punk rivisitati. C’è un senso di gioco e sovversione delle regole del vestire.

Architettura e Design. Arredo e oggetti di design sono scultorei e bold, con un uso spregiudicato e ironico della forma e del colore. Le sedute sembrano organismi vivi o elementi cartoon. C’è un approccio giocoso, lontano dalla funzionalità rigida del design tradizionale. L’estetica rimanda al postmodernismo e al design “gonfiabile” anni ’80-’90, rivisitato in chiave digitale e instagrammabile.

PESO VISIVO

8%

SENSIBILITÀ GENERAZIONALI

«Citazioni stratificate» ha un impatto fortemente generazionale, perché lavora su codici visivi e cognitivi postmoderni, fortemente influenzati dalla cultura digitale, dalla nostalgia pop e dalla gamification visiva.

GEN Z: sensibilità alta. Ha un’estetica naturale per la stratificazione visuale, per l’ironia dei riferimenti misti, per i formati brevi e paradossali.
GEN ALPHA: sensibilità molto alta: nativi full digital, crescono nel linguaggio layered e visivo sin dalla prima infanzia. Sono il publico nativo della gamification visiva, del design infantile-decodificato, dei “mondi misti”.
MILLENNIALS: sensibilità alta. Conoscono tutti i codici che vengono remixati. Molti sono creativi, designer, musicisti, content creator, cioè sono cocreatori del linguaggio stratificato.
GEN X: sensibilità medio-bassa. Il grosso della generazione può trovarla infantile, caotica o poco leggibile.
BOOMERS: sensibilità molto bassa. Preferiscono codici visivi più puliti, lineari, simbolici. Possono percepire questo trend come superficiale o fastidioso.

MAPPA DELLE MOTIVAZIONI + KEYWORDS

Bisogni fisiologici: impatto marginale. L’euforia immotivata non riguarda direttamente il corpo, ma può influenzare abitudini di consumo edonistico, legate a comfort immediato, appagamento sensoriale, piccoli piaceri materiali.
Bisogni di sicurezza: importanti. L’ottimismo forzato funziona come scudo psicologico contro incertezza, solitudine e ansia sociale.
Bisogni di appartenenza: centrali. È il cuore del trend. L’euforia diventa linguaggio relazionale, codice tribale per stare nel gruppo.
Bisogni di stima: molto forti. L’euforia è spesso una strategia per ottenere visibilità e riconoscimento.
Bisogni di autorealizzazione: marginali. È un percorso di miglioramento spesso superficiale, più performativo che autentico.

TEMI COLLEGATI
RILEVANZA SETTORIALE
RILEVANZA CROMATICA
CASE HISTORY
  • 1.

    Pop&Roll

    Arte, design e bagni pubblici

    Con POP&ROLL l’artista Miklos Kiss attraversa provocatoriamente confini e generi

  • 2.

    DIesel + SavageXFenty

    Una campagna che fonde lo stereotipo italiano con l’estetica americana

    Una capsule dissacrante in collaborazione con il marchio di Rihanna

  • 3.

    È stato il cane

    Un riflesso caotico della vita domestica in assemblaggi scultorei

    Le creazioni di Stephen Morrison accumulano simboli e citazioni

  • 4.

    Sunnei

    La follia creativa non invecchia mai

    Sunnei presenta la nuova collezione con scelte coraggiose

MUSICA

PHANTON ISLAND
KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD

PANCHINARI
MATERAZI FUTURE CLUB

PLACES TO BE
FRED AGAIN.. , ANDERSON .PAAK

NIMERUDI
GOAT, MC YALLAH

In questa categoria, i tradizionali confini tra i generi musicali vengono ridefiniti attraverso sperimentazioni innovative. Gli artisti coinvolti esplorano la fusione di stili musicali apparentemente antitetici, generando nuove forme espressive che sfidano le convenzioni e ampliano le possibilità estetiche della produzione sonora contemporanea.
I King Gizzard & the Lizard Wizard, formazione australiana, si distinguono per un’intensa produttività discografica e un approccio sperimentale alla composizione. La loro musica abbraccia un’ampia gamma di generi, dalla psichedelia al progressive rock, includendo elementi di jazz e microtonalità. Strutture ritmiche variabili e dinamiche cangianti conferiscono alle loro opere un carattere eterogeneo e innovativo.
I Materazi Future Club, formazione post-punk italiana attiva dal 2020, coniugano sapientemente il dance-punk con frammenti di interviste calcistiche e telecronache, dando vita a un suono lo-fi che celebra il calcio, intrecciando elementi culturali sportivi con l’estetica musicale alternativa.
“Places to Be” rappresenta una collaborazione tra il produttore britannico Fred again.. e il rapper statunitense Anderson .Paak, che armonizza sapientemente elementi elettronici con l’hip-hop contemporaneo. Il brano combina la produzione sperimentale di Fred again… con la versatilità vocale di Anderson .Paak, dando vita a un sound distintivo. L’integrazione di vari stili e influenze è apprezzata per la sua coerenza stilistica, riuscendo a coinvolgere sia gli appassionati di musica elettronica che di hip-hop.
I Goat, band svedese, sono riconosciuti per il loro sound psichedelico che mescola rock, funk, musica tribale e world music. La loro musica, caratterizzata da atmosfere ipnotiche e percussioni distintive, si arricchisce della collaborazione con MC Yallah, che fonde rap multilingue con elementi di psichedelia e funk africano.

MEDIA
  • Piece by Piece

    FILM

    La sinestesia è quel fenomeno per cui un impulso percepito da un senso ne stimola un altro: ad esempio sentiamo un suono e immaginiamo un colore. È così che Pharrell Williams dice di aver sempre percepito la musica, ed è per questo, e per coerenza con la ricerca continua di novità, che ha chiesto che il biopic sulla sua vita fosse realizzato con i Lego. Grazie a questa scelta le canzoni del produttore di Virginia Beach evocano strani e surreali viaggi della mente, come fluttuare nello spazio o nuotare in un acquario.

  • Chunbo Zhang - Food Treasure

    Arte

    Il cibo è una necessità primaria ma anche un punto di accesso per cominciare a capire una cultura lontana dalla propria. Per l’artista Chunbo Zang, il passaggio dalle abitudini culinarie cinesi al cibo del Nord America è stato problematico, un trauma che ha influito sulla sua produzione artistica. È nata così Food Treasure, una serie di acrilici e acquerelli su carta, che danno vita a degli splendidi e incommestibili ircocervi gastronomici composti da motivi decorativi delle ceramiche tradizionali cinesi e cibo da fast-food.

  • Uchronia - London Koibird store

    FILM

    Lo studio di design Uchronia ha rinnovato la boutique londinese di Koibird creando un ambiente che riflette lo stile eclettico del brand. Colori vividi che sfumano uno nell’altro dalle pareti al pavimento, superfici metalliche scintillanti, suppellettili sagomate con linee curve e giocose e una grande scultura centrale che raffigura un pianeta dagli anelli ondulati. Il tutto crea un universo ibrido dove forma, funzione e godimento estetico si intersecano riaffermando con forza l’identità peculiare di Koibird.

  • Riitta Ikonen e Annie Collinge - Spawning in Forests

    FILM

    Una serie di elaborati costumi, realizzati con materiali riciclati, riproduce dei funghi human-size che vengono indossati e fotografati in un ambiente a loro congeniale: le foreste finlandesi. È il progetto che riunisce Riitta Ikonen, un’artista finnica le cui creazioni rappresentano spesso una sorta di simbiosi giocosa ma profonda tra uomo e natura, e Annie Collinge, fotografa inglese dallo spiccato humour surrealista.