10 – Nuove apocalissi

La narrazione dominante della sostenibilità è necessariamente concentrata sul futuro: energie pulite, città verdi, architetture bioclimatiche.
L’economia circolare avanza e proprio in uno dei settori più problematici trova enormi potenzialità di crescita: la riparazione dei luoghi, degli errori, dei detriti dell’Antropocene. Secondo i dati della Commissione Europea, in Europa ci sono oltre 2,5 milioni di siti potenzialmente contaminati e solo il 15% di questi è stato mappato o bonificato. Allo stesso tempo, il consumo di suolo continua a crescere, con una media di oltre 3.000 km² all’anno a livello continentale (European Environment Agency – 2023), pari a due volte la provincia di Milano.
Una delle strade di sviluppo più promettenti consiste nello spostare il più rapidamente possibile l’obiettivo dagli investimenti immobiliari greenfield (vale a dire: da realizzare su aree di terreno non sviluppate e mai utilizzate per insediamenti urbanistici o industriali), coltivabili, a quelli brownfield (cioè siti che sono già stati utilizzati per attività industriali o edilizie e spesso inquinati, degradati e che hanno spesso la necessità di bonifica prima di poter essere riutilizzati). Questi quartieri industriali dismessi, periferie contaminate, cave, discariche, ex impianti militari sono luoghi che oggi appaiono marginali, ma che possono diventare laboratori di rinascita urbana per favorire l’economia circolare, rallentare il consumo di suolo e contenere i costi. Investire in brownfield significa riattivare spazi esistenti, evitare cementificazione, ridurre i costi ambientali legati a nuove infrastrutture (strade, reti, energia).
Questa transizione non è solo tecnica, ma prima ancora, culturale. Tra i principali player di questo trend si segnalano Lacaton & Vassal, uno degli studi di architettura più importanti di Francia, e Rural Studio, programma di progettazione e costruzione dell’Università di Auburn, oltre a piattaforme di ricerca come l’olandese Urban Mining (una sorta di “estrazione mineraria urbana”: il processo che permette di estrarre dai rifiuti metalli e materiali preziosi e rari) e Circular Built Environment Hub, un hub multidisciplinare che ha lo scopo di orientare la progettazione verso l’uso critico dell’esistente secondo criteri di circolarità economica.

MOODBOARD – VISUAL

Volti. I volti sono pochi, ma molto espressivi, richiamano il tema della protezione, dell’identità nascosta, gli sguardi sono fieri e diretti, quasi mitologici, a volte creature simboliche, ibride. Parlano di trasformazione, camuffamento e identità fluida, indefinibile.

Grafica e Arte. Installazioni e sculture evocano il decadente e il primordiale, rovine di altre epoche. Le texture ruvide, grezze, sono ispirate a forme naturali (rocce, tronchi, radici). Frequente la presenza di elementi tattili quasi ancestrali. Complessivamente, evocano mistero, un senso di sacralità o rovina. La palette vede affiancati i colori del mondo vegetale e altri metropolitani e artificiali: comunica il conflitto tra tecnologia e natura.

Moda. Lo stile è fortemente influenzato da elementi postapocalittici e sperimentali. Si nota un contrasto tra l’estetica urbana quotidiana e un immaginario fantascientifico-distopico. La moda esplora materiali tecnici e tagli netti: un senso di “armatura” o protezione, che riflette le ansie contemporanee. La cartella colori combina tonalità neutre o terrose, con incursioni di colore pieno sintetico, rimandando all’estetica del rifiuto urbano.

Architettura e Design. Le architetture sono ispirate alla natura e al mimetismo ambientale, spesso quasi fagocitate o incorporate dalla vegetazione. I materiali organici e grezzi sono la cifra visiva del trend e rappresentano una sorta di esercizio di architettura sostenibile e biomimetica (biomimicry). In generale, si nota una forte tensione tra il costruito e la natura, laddove la natura stessa si trasforma spesso in rifugio.

PESO VISIVO

12%

SENSIBILITÀ GENERAZIONALI

La sensibilità generazionale al trend varia in modo significativo, perché questo scenario tocca valori culturali profondi, come responsabilità, consapevolezza, etica, giustizia e potere decisionale.

MILLENNIALS: sensibilità alta. Sono la generazione cerniera tra mondo analogico e digitale. Desiderano giustizia, trasparenza e controllo sul digitale. Vogliono sapere come funziona ciò che li influenza.
GEN Z: sensibilità media. Iniziano ora a chiedersi chi decide cosa vedono, chi li influenza e che dati regalano.
GEN X: sensibilità media. Hanno un buon pensiero critico, sono diffidenti verso hype tecnologici e fortemente sensibili verso temi di trasparenza e libertà. Boomers: sensibilità bassa. Hanno meno familiarità diretta con l’AI. Ma sono preoccupati per la disinformazione.
GEN ALPHA: sensibilità emergente. Sono il vero “target nativo” del trend, anche se inconsapevole.

MAPPA DELLE MOTIVAZIONI + KEYWORDS

Questo trend non nasce per soddisfare bisogni materiali immediati, ma agisce in modo diretto nei livelli superiori della piramide di Maslow.

Bisogni fisiologici: nessun impatto diretto. Questo trend può influenzare il modo in cui questi bisogni vengono gestiti o mediati da sistemi di IA (ad es. triage ospedaliero automatizzato; attenzione ai bias anche su bisogni primari).
Bisogni di sicurezza: è il centro del trend. Le persone vogliono sapere se le decisioni prese da un algoritmo sono affidabili, giuste, sicure.
Bisogni di appartenenza: importanti. La trasparenza degli algoritmi genera fiducia nel sistema sociale.
Bisogni di stima: importante. La comprensione del funzionamento dell’IA dà alle persone potere, autostima, controllo.
Bisogni di autorealizzazione: molto importante. Questo trend è una chiamata alletica attiva: comprendere per scegliere, per progettare, per regolare e anche per mantenere un pensiero critico, autonomo.

TEMI COLLEGATI
RILEVANZA SETTORIALE
RILEVANZA CROMATICA
CASE HISTORY
  • 1.

    THE WENDY HOUSE

    Una casa colonica di terra immersa nella foresta

    Earthscape Studio progetta na fattoria sostenibile situata nelle fitte foreste di Kozhinjampara, in India

  • 2.

    Björk + Aleph

    Strategie post-apocalisse al Centre Pompidou

    Nature Manifesto è un’installazione immersiva di Björk e Aleph Molinari

  • 3.

    Chicken Hero Pavilion

    Galline insospettabili in un parco urbano

    Lo studio RAD+ar’s progetta pollaio che si mimetizza nel verde

  • 4.

    THE END

    Cantare la fine del mondo

    The End è un musical sul dopo-catastrofe di Joshua Oppenheimer

MUSICA

YOTI F
MIYAUCHI YURI

12∞
WHATEVER THE WEATHER

ACROSS THE ICE
TAI HIROSE, PHRITZ

REBIRTH
ANTHESIS

Questo tema è caratterizzato da artisti che hanno esplorato il genere musicale Botanical o Petalcore, un sottogenere emergente che unisce elementi naturali e atmosfere eteree a sonorità dream pop e ambient music. Questo stile tende a evocare immagini di fiori, giardini e paesaggi naturali, creando un’esperienza sonora delicata e tranquilla che riflette la bellezza e la serenità della natura.
Miyauchi Yuri è un compositore e musicista giapponese. La sua musica è caratterizzata da un’elettronica organica che combina performance strumentali e programmazione, creando ambientazioni sonore uniche. Il suo lavoro utilizza sintetizzatori morbidi e ritmiche sincopate, che danno vita a un ambiente sonoro simile a una distesa fiorita.
Whatever the Weather è lo pseudonimo utilizzato dalla produttrice musicale britannica Loraine James. Il suo ultimo lavoro in studio “Whatever the Weather II” mantiene il concetto di titolare le tracce in base alle temperature, e offre un sound caratterizzato da sintetizzatori minimalisti, distorsioni digitali e arrangiamenti semplificati. Le composizioni sono descritte come poesie sonore che catturano sfumature emotive attraverso paesaggi sonori in evoluzione.
Noto per le sue composizioni ambient ed elettroniche , il giapponese Phritz con l’alter ego Tai Hirose presenta nel suo EP “a visit to wintry Shiribetsu” una raccolta di produzioni organiche che includono suoni ispirati alla natura, come il fruscio delle foglie o il cinguettio degli uccelli, per evocare una connessione con l’ambiente.
Infine, quello di Anthesis, è un progetto che introduce glitch sonori e un sound design di stampo esclusivamente digitale in una composizione che pone gli elementi più classici come piano e archi allo stesso livello di campionamenti di suoni naturali. Ne risulta un suono che trasmette calma, autenticità e un senso di rinascita.

MEDIA
  • Earthscape Studio - Into The Wild House

    ARCHITETTURA

    Lo studio Earthscape ha creato a Mettupalayam in India Into The Wild House, una unità abitativa innovativa che si integra nel paesaggio e lo rispetta. È un guscio dall’andamento biomorfo, le cui curve continue prive di giunture evocano l’interno di una caverna. La struttura impiega materiali e tecniche locali e sostenibili, che permettono di mantenere una temperatura di circa tre gradi inferiore a quella esterna, anche grazie a una accorta disposizione delle finestre e dei camini di ventilazione.

  • Raphaël Emine Insects Hotels

    DESIGN

    L’artista Raphaël Emine crea delle sculture in ceramica stampata in 3D destinate a essere collocate all’esterno, con la doppia funzione di elementi decorativi e “hotel” per gli insetti. Le forme sono ispirate alle strutture naturali studiate dall’entomologia, come gli alveari, i termitai o le tele dei ragni. Le sculture, alcune delle quali sono state installate nel Parc Maison Blanche a Marsiglia, sono un suggestivo ibrido tra biomorfismo, scultura barocca e architetture utopistiche.

  • Carolina Aguirre - remember member ember

    Arte

    Carolina Aguirre è un’artista argentina con base a Londra. La sua ricerca artistica interdisciplinare spazia tra pittura, scultura, scrittura e videoarte e verte sulle relazioni tra i luoghi, la natura e l’alterità, esaminate con uno sguardo psico-antropologico. L’installazione “remember member ember” integra l’atmosfera di un mulino abbandonato con la creazione di una foresta di sculture colonnari che si fondono con l’architettura esistente, creando nel visitatore la suggestione di una foresta pietrificata in penombra.

  • OceanXplorers

    DOCUSERIE

    Gli oceani sono il luogo simbolo del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, l’immagine vivente della natura sconfinata e al tempo stesso la spia degli enormi rischi che i cambiamenti indotti dall’azione dell’uomo comportano. La docuserie prodotta e diretta da James Cameron esplora gli oceani a bordo della nave ipertecnologica da cui il programma prende il titolo. L’intrecciarsi di riprese mozzafiato, l’uso di attrezzature avveniristiche e l’osservazione di specie animali affascinanti coniugano l’affidabilità scientifica con la spettacolarità.