6 – Starseed mission

Parliamo della nuova frontiera della diversità: gli alieni. Negli ultimi vent’anni, il tema della diversità ha giocato un ruolo crescente nelle narrative aziendali, nella comunicazione e nel marketing. È stato un percorso lungo, iniziato con la valorizzazione delle differenze etniche e di genere, passato poi per le disabilità e le neurodivergenze, fino a coinvolgere gli animali, sempre più umanizzati, e persino le piante, considerate ormai soggetti emotivi e sensibili, se non pensanti. Ora, si fa strada l’idea che tra le persone apparentemente comuni si nasconda una umanità di origine interplanetaria, gli starseed: testimoni viventi del piano divino che porterà, col tempo, a un futuro radioso per l’umanità e la Terra. Su TikTok, migliaia di video raccolgono testimonianze di persone che si identificano come «semi di stelle» e portatori di missioni spirituali. Questo fenomeno va ricondotto al crescente bisogno di spiritualità, ma in forme postreligiose, laddove si può rilevare una contiguità con il trend “Atei devoti” e una sorta di revival del movimento spirituale New Age. Il fenomeno starseed è diffuso tra podcast e piattaforme come Telegram, TikTok, YouTube, e unisce astrologia, fanta o pseudo-scienza, channeling (una disciplina pratica che si pone l’obiettivo di contattare le entità spirituali e gli “esseri di luce”) e fisica quantistica, in un sincretismo psichedelico e postmoderno che affascina le nuove generazioni. Un trend molto visibile nella moda. Brand come Gucci, Balenciaga o Loewe giocano apertamente con l’immaginario alieno: occhi neri a mandorla, silhouette ibride, visual e ambientazioni interstellari. La campagna S/S25 di Louis Vuitton presenta modelle postumane che sembrano scese da un’astronave. In un mondo che ha già incluso tutto il diversamente umano, lo starseed incarna un’alterità che non può essere “normalizzata”, ma solo cercata, studiata, ascoltata. Oggi, in un’epoca in cui la diversità è stata esplorata in tutte le sue declinazioni, l’attenzione si sposta quindi fuori dal nostro pianeta, alla ricerca di un’alterità radicale, assoluta. È il simbolo di un mondo che ha bisogno di confrontarsi e cercare un senso, che sente di non avere più niente da esplorare sulla Terra.

MOODBOARD – VISUAL

Volti. I volti sono trasformati con effetti digitali o make-up pesanti, creando una connessione con il transumanesimo e l’estetica postumana. Volti ibridi, tra umano e alieno, enfatizzano la fusione fra tecnologia e corpo. L’intervento grafico esalta la tridimensionalità e la texture della pelle, rendendola quasi metallica.

Grafica e Arte. La composizione dell’immagine si basa su una grafica contemporanea, che mescola arte digitale, fotografia concettuale e installazioni immersive. Giochi di luce creano esperienze percettive uniche. La cartella colori è dominata da toni futuristici e misteriosi che evocano ambienti digitali e ultratecnologici. Tinte pastello e neutre bilanciano la palette e conferiscono un senso di calma e sofisticazione.

Moda. L’immaginario include elementi di moda sperimentale e avanguardista: gli outfit sono scultorei e concettuali. I materiali esplorano superfici lucide, tessuti tecnici e volumi esagerati, rimandando sempre a una moda futuribile e concettuale. Il filo conduttore è la riflessione sul postumano.

Architettura e Design. Design e architettura sono spesso biomorfi e futuristici. Le forme fluide e tecnologiche richiamano il design organico e cyberpunk. Spesso si enfatizza la fusione tra natura e tecnologia. Geometrie essenziali evocano le architetture minimaliste e gli spazi espositivi concettuali degli anni ’90 del 1900.

PESO VISIVO

8%

SENSIBILITÀ GENERAZIONALI

GEN Z: target primario, sensibilità alta. Vogliono sentirsi speciali in un mondo che li ha delusi. Lo starseed dà loro scopo, missione, comunità.
MILLENNIALS: co-creatori del trend, sensibilità medio-alta. Sono la generazione che ha portato l’esoterismo nel digitale: astrologia, meditazione, coaching spirituale ecc.
GEN ALPHA: potrebbero diventare i veri nativi interdimensionali, abituati a vivere tra reale, virtuale e cosmico.
GEN X: sensibilità media. Possono essere interlocutori intelligenti e scettici, oppure genitori “consapevoli” di figli starseed.
BOOMERS: sensibilità bassa. Culturalmente distanti, più legati a un paradigma razionale e materialista. Alcuni hanno però una lunga storia con la spiritualità New Age e possono trovare un ponte.

MAPPA DELLE MOTIVAZIONI + KEYWORDS

Quali desideri profondi intercetta, a livello individuale e collettivo, il trend «Starseed Mission» sulla base della piramide dei bisogni di Maslow.

Bisogni fisiologici: Non direttamente coinvolti, si può notare una certa prossimità con le pratiche come digiuni, diete cosmiche. L’alimentazione può diventare simbolo di purificazione per accedere a stati superiori.
Bisogni di sicurezza: importanti. In un mondo percepito come caotico, gli starseed forniscono una narrativa di senso: «abbiamo una missione», «non siamo soli» come risposte alla precarietà esistenziale.
Bisogni di appartenenza: molto importante, le community starseed online offrono forte senso di appartenenza a persone che spesso si sentono “diverse” o fuori posto.
Bisogni di stima: importanti. Identificarsi come starseed può dare una sensazione di unicità e valore, come se si avesse una missione speciale. È una forma di empowerment personale: non sei marginale o strano, sei evoluto.
Bisogni di autorealizzazione: centrali, il cuore del trend è qui. Essere uno starseed è una chiamata alla crescita interiore, all’esplorazione spirituale, alla trasformazione. Risuona con l’idea di risveglio della coscienza e della connessione con il “sé superiore”.

TEMI COLLEGATI
RILEVANZA SETTORIALE
RILEVANZA CROMATICA
CASE HISTORY
  • 1.

    FKA Twigs

    FKA esplora i confini tra alieno e umano

    La fantascienza è un tema ricorrente nel lavoro dell’artista londinese

  • 2.

    OVOID

    Ovoid: luminescenze inquietanti

    Lo studio spagnolo SpY’s ha creato una mega installazione a Riyadh

  • 3.

    Gaurav Gupta

    Eleganza spaziale

    La collezione Haute Couture di Gaurav Gupta sembra arrivare da un altro pianeta

  • 4.

    Phenomenon

    Miniature extraterrestri

    L’artista Caroline Dawison crea microscenari di contatti alieni

MUSICA

HOW IT LOOKS LIKE
ELLEN ALLIEN

EUSEXUA (ANYMA REMIX)
FKA TWIGS

ANOTHER WORLD
MEDUZA, HAYLA

SARA LANDRY, RESTORATIVE HYPNOSIS
DEVOTION 396HZ

L’insieme degli artisti selezionati per questa tematica appartiene all’universo della musica techno e house, caratterizzato da sonorità aggressive e distorte, strutture ritmiche ripetitive ad alta intensità e tematiche ricorrenti quali la trascendenza e il viaggio interdimensionale.
Ellen Allien, pseudonimo di Ellen Fraatz, è una dj e produttrice berlinese attiva sin dagli anni ’90. Le sue produzioni, pubblicate con l’etichetta Galactica Records, esplorano una techno fortemente influenzata dalla acid house e dalla trance, il tutto accompagnato da un’estetica profondamente ispirata alla fantascienza.
Il progetto Eusexua di FKA twigs, il cui obiettivo è rappresentare uno stato di euforia tale da trascendere la forma umana, assume una dimensione sonora amplificata grazie alla produzione di Anyma (alias di Matteo Milleri). Il brano alterna momenti di sospensione atmosferica, crescente tensione e rilascio esplosivo, mentre la costante modulazione della frequency rate nel sintetizzatore principale veicola un messaggio di trasformazione e metamorfosi.
Il trio Meduza, formato da Simone Giani, Luca De Gregorio e Mattia Vitale, si distingue per un linguaggio musicale influenzato da house e tech-house, con strutture ritmiche di grande impatto. La collaborazione con l’artista britannica Hayla coniuga il tema dell’amore con un immaginario sonoro ispirato al viaggio interspaziale.
Infine, la dj e produttrice americana Sara Landry è nota per le sue sonorità hard-techno, caratterizzate da ritmi serrati e distorsioni suggestive. Il suo ultimo lavoro, “Spiritual Driveby”, conferma questa estetica sonora, ulteriormente enfatizzata da un immaginario visivo che la lega a una figura oscura e simbiotica, evocativa del personaggio Venom dell’universo Marvel.

MEDIA
  • Angus Tsui - H.R. GIGER

    MODA

    Nell’ideare la sua ultima collezione lo stilista visionario Angus Tsui si è ispirato all’artista svizzero H.R. Giger, noto per aver creato lo xenomorfo del primo Alien. Se l’aspetto dei modelli rimanda a un futuro alieno, biomeccanico e distopico, la realizzazione è invece concepita per essere sostenibile sulla terra. I capi, infatti, sono prodotti con materiali riciclati e una rigorosa attenzione a minimizzare l’impatto ambientale, anche in termini di consumo di energia e acqua, coniugando ecologia e creatività estrema.

  • Citroën - The Alien

    PUBBLICITÀ

    Uno spot cinematografico, ispirato ai grandi classici della fantascienza ma con un finale a sorpresa che svolta in chiave umoristica. Una giovane donna cerca di sfuggire all’inseguimento degli elicotteri militari per portare un alieno all’appuntamento con l’astronave che lo riporterà sul suo pianeta. Ma durante la fuga l’alieno scopre il comfort e la gradevolezza della nuova Citroën ë-C4, talmente irresistibile da convincerlo a restare sulla terra, mandando invece nello spazio la sua salvatrice.

  • James Turrell - AlUla

    ARCHITETTURA

    L’artista americano James Turrel realizzerà una grande installazione nel deserto di AlUla in Arabia Saudita. Con un design che ricorda le immagini fantascientifiche degli insediamenti su Marte, la struttura sarà composta da diversi ambienti circolari dalla struttura essenziale, illuminati da un apertura al centro del soffitto. Gli ambienti saranno collegati da lunghi tunnel cilindrici da percorrere nella semioscurità, con un’alternanza di luce/buio dall’effetto straniante.

  • bis - Harriet Davey

    Arte

    Harriet Davey è un’artista digitale che esplora i territori della fluidità fino ai confini più estremi. Attraverso la creazione di avatar virtuali iperrealisti ma onirici nel loro aspetto alieno e dal genere non conforme, l’artista recupera e rivendica i corpi sfruttati da un’industria videoludica dominata dagli uomini. Grazie al proprio avatar Whowle, Davey può sondare direttamente l’espressione del sé e dell’identità di genere, immedesimandosi provocatoriamente in una sorta di “drag” digitale.